Giuliano Cavallo: “Il Tor des Châteaux, una gara da gestire con intelligenza”

“Certo che al Tor des Châteaux ci sarò! Per tre motivi: perché è una tipologia di gara del tutto nuova e non solo per la Valle d’Aosta e dunque mi incuriosisce; perché passa proprio sopra casa mia e solo per questo non posso mancare; perché VDA Trailers, la società organizzatrice, ha sempre proposto delle gare fatte davvero bene, perciò sempre meglio approfittarne”.

Giuliano Cavallo lo rintracciamo sabato al telefono, tra il taglio primaverile dell’erba del prato e un’uscita di allenamento. “Domani, oltretutto, esco a provare il tratto finale della 100 km, alla quale mi sono iscritto. Avrei voluto fare inizialmente la 170, ma maggio è un mese davvero impegnativo sotto l’aspetto agonistico. Nella settimana precedente il Tor des Châteaux, infatti, sarò alla 70 km del Lago Maggiore Trail, altra gara a cui tengo molto e che ho vinto lo scorso anno, e avrò una gara anche la settimana successiva. Mi sento in forma, ho fatto una buona stagione di preparazione, ma ho 43 anni, non si sa mai…, i tempi di recupero sono importanti ed è meglio non strafare”.

Un parere sui tracciati?

“Belli da un punto di vista paesaggistico, con scorci nuovi della Valle; impegnativi da un punto di vista agonistico e, a guardar bene, un po’ ingannevoli. Perché sono decisamente più da ultramaratona che da ultratrail. Certo, li puoi anche camminare tutti, ma non certo piano, come fossi in montagna, e goderti i panorami. Ma se hai un po’ di spirito agonistico, occhio! Perché i tratti d’asfalto e di strade bianche invitano a correre, a spingere, e invece non bisogna farsi prendere subito la mano. Specie in partenza”.

“Perché proprio lì?”.

“Perché uno si sente bello fresco, la strada è invitante, perciò si tende a scappar via; ma il percorso è lungo e conviene pensare fin da subito a tenere qualche scorta di energia fisica e mentale per il ritorno. I primi 45 km, oltretutto, sono quelli più impegnativi, con 1500 metri di dislivello. Poi, nella seconda parte, il su e giù si attenua; ma se hai già dato molto all’inizio anche le piccole salite possono sembrare un problema. Insomma, è una gara che bisogna saper gestire con intelligenza. Ho avuto la fortuna di aver fatto tutto il percorso, in diverse tranches, a piedi e poi in bici e ho stabilito una mia metodologia di corsa che prevede una partenza prudente per poi darci dentro nella fase di ritorno. Questo sulla carta; poi bisognerà vedere come uscirò dalle gare precedenti”.

Diciamola tutta: in una gara così tu punti al podio.

“Gara nuova, prima edizione, non posso fare previsioni. Bisogna vedere anche cosa ne pensano i miei colleghi al via. Diciamo invece che darò il mio massimo, questo sì. In una gara lunga, anche se di fondo valle, ci sono molti fattori che entrano in gioco. Il clima, per esempio. Spero non sia una giornata eccessivamente calda, visto che si parte alle 10 del mattino. Per certi versi saranno più fortunati quelli della 170 km, che partiranno la sera prima, venerdì alle ore 20, e potranno godere per molte ore del fresco della notte”.

A parte le doti naturali, come si fa a essere, nella corsa, come Giuliano Cavallo?

Bella domanda! Non saprei proprio. Io per essere come Giuliano Cavallo ci metto testa e cuore, esperienza e costanza. Dici che bastano?”.